Benessere animale e sostenibilità: l’accreditamento nel settore agroalimentare

Istituito dalla Legge 77 del 2020 e sviluppato da Accredia con i Ministeri della Salute e dell’Agricoltura, il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) è in via di implementazione: sono stati presentati i cinque disciplinari per la certificazione accreditata relativa al benessere animale e sono stati raccolti circa 150 commenti, in fase di elaborazione.

Ne parla Stefania Scevola, Funzionaria Tecnica dell’area agroalimentare del Dipartimento Certificazione e ispezione di Accredia e co-coordinatrice del gruppo di lavoro di European co-operation for Accreditation (EA) in ambito food, allargando il discorso anche al tema dello sviluppo sostenibile nelle attività di normazione e accreditamento.

 

Hai partecipato, fin dall’inizio, ai lavori per la definizione dei requisiti e dei disciplinari SQNBA. A che punto siamo?

Lo scorso 17 aprile i disciplinari redatti dal Comitato Tecnico Scientifico, il CTSBA, sono stati presentati alle Regioni e al partenariato economico-sociale con l’obiettivo di illustrare gli impegni che gli allevatori interessati dovranno rispettare per ottenere la certificazione. All’incontro hanno partecipato in presenza 70 e in collegamento streaming quasi 600 utenti. Quindi, il tema è davvero molto sentito.

A chiusura dell’incontro è stata offerta la possibilità di inviare ulteriori commenti ai documenti presentati. A oggi ne sono arrivati circa 150 e il CTSBA sta lavorando proprio alla gestione di questi commenti.

I requisiti dei disciplinari derivano dalle checklist del controllo ufficiale e dell’autocontrollo presenti nel portale informativo ClassyFarm, selezionati sulla base dei risultati ottenuti da studi, progetti europei e da documenti dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

I disciplinari a oggi conclusi sono quelli relativi ai bovini da carne e da latte allevati in stalla, dei bovini allevati con ricorso al pascolo e dei bovini allevati in piccoli allevamenti. Infine, quello dei suini allevati all’aperto per un totale di cinque disciplinari. Al momento è stato definito un solo livello di certificazione per ciascuno, ma è obiettivo del CTSBA promuovere lo sviluppo di un ulteriore livello per valorizzare ancora di più l’impegno dei più virtuosi.

 

L’SQNBA prevede l’adesione volontaria degli allevatori a un disciplinare caratterizzato da una serie di impegni che vanno oltre i pertinenti limiti di legge.

Questi impegni prendono a riferimento la sanità animale, la biosicurezza, la gestione della fase allevatoriale e la tutela dell’ambiente. Per accelerare il percorso verso un modello più sostenibile, è stata prevista l’erogazione di fondi attraverso il Piano strategico della PAC, la Politica Agricola Comune. Nello specifico, l’Ecoschema 1 Livello 1 è rivolto agli allevatori che si impegnano per la riduzione nell’uso del farmaco e il Livello 2 a quelli che aderiscono al sistema SQNBA con l’utilizzo del pascolamento.

I prossimi step necessari per partire con le attività di certificazione e accreditamento prevedono di presentare questi disciplinari alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione ufficiale e per la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dopo di che partiranno anche le attività di accreditamento attraverso l’invio di una circolare specifica.

Posso già anticipare che, dopo la domanda iniziale dell’organismo di certificazione, Accredia svolgerà un esame documentale e la verifica in sede. Solo al termine di queste due attività, l’organismo potrà richiedere al MASAF di essere inserito nell’elenco ministeriale previsto dal decreto. In questo modo potrà ottenere le credenziali per accedere alla piattaforma ClassyFarm e iniziare così ad accettare le domande di certificazione da parte degli allevatori.

Questo step è fondamentale perché soltanto attraverso l’accesso a ClassyFarm sarà possibile per l’organismo vedere il colore del famoso semaforo e decidere se accettare o meno la richiesta di certificazione dell’azienda. Tutto questo poggerà sulla certificazione accreditata: un altro tangibile segno della fiducia delle istituzioni nei confronti di questo sistema di qualità.

 

Sostenibilità è la parola chiave del nostro contemporaneo, a partire dai 17 Global Goals dell’Agenda ONU 2030, ed è al centro della lotta al cambiamento climatico. Come si declina questo obiettivo nel mondo degli standard e delle certificazioni accreditate?

Se, da un lato, bisogna prevenire l’impatto ambientale, dall’altro è necessario fare anche i conti con gli esiti tangibili dei danni all’ecosistema già presenti. Le aziende sono pronte a gestire i risultati di questo cambiamento?

È questa la richiesta che ha lanciato l’Ente mondiale di normazione ISO, introducendo a febbraio un nuovo requisito relativo alla valutazione dell’impatto climatico in tutte le sue norme per i sistemi di gestione.

Nel caso della sicurezza alimentare, questo cambiamento ha impatto sulla norma ISO 22000 sui sistemi di gestione per la sicurezza alimentare, dove il requisito è immediatamente applicabile, anche se le norme non sono state sottoposte a revisione.

Il tema della sostenibilità è ovviamente molto forte anche nel Sistema di Qualità del Benessere Animale, in cui si dà enfasi al rapporto tra salute umana, animale e ambientale in ottica di One Health, ovvero una salute. Il principio si basa sul fatto che se l’animale allevato in condizioni di benessere sta bene, sviluppa un buon sistema immunitario e non si ammala. Quindi non ha bisogno di medicine né di antibiotici e questo ha un inevitabile risvolto positivo, anche in termini di riduzione dei fenomeni di antibiotico resistenza.

Nel mondo della certificazione accreditata, e in particolare nel settore alimentare, l’impegno verso la sostenibilità è molto sentito e gli standard che possiamo trovare inerenti a questo tema sono tanti. Anche nel settore regolamentato. Ad esempio, conosciamo gli standard sul biologico piuttosto che quelli relativi alle denominazioni di origine controllata. È importante che i non addetti al settore, i consumatori, si documentino e imparino a conoscere questa realtà per orientare le scelte di consumo nella direzione della sostenibilità e quindi contribuire anche loro al cambiamento del sistema.