Italia protagonista nelle certificazioni dei sistemi di gestione: ISO Survey 2025
L’ISO Survey 2025 conferma il rilievo dell’Italia nel panorama internazionale delle certificazioni accreditate dei sistemi di gestione. Le differenze nella diffusione dei certificati aziendali e nelle dinamiche di settore nei principali Paesi UE.
L’Italia si conferma uno dei Paesi di riferimento a livello internazionale per le certificazioni ISO dei sistemi di gestione.
L’ISO Survey 2025, che rileva i certificati validi al 31 dicembre 2025, restituisce un quadro di particolare interesse per il nostro sistema produttivo: una presenza molto forte negli ambiti della qualità, dell’ambiente e della salute e sicurezza sul lavoro, accompagnata da dinamiche differenziate nei settori più specialistici.
Considerando i 18 standard inclusi nella rilevazione, l’Italia totalizza 266.155 siti e 160.703 certificati conformi alle diverse norme, collocando il nostro Paese al terzo posto mondiale delle certificazioni ISO.
Guardando all’Europa e, in particolare, al confronto con Germania, Francia e Spagna, il vantaggio italiano è netto per numero di certificati e rimane significativo anche considerando singolarmente gli standard.
Qualità, ambiente e sicurezza
La ISO 9001, relativa ai sistemi di gestione per la qualità, rappresenta il riferimento principale, con 92.459 certificati e 136.279 siti. L’Italia è al terzo posto mondiale per numero di certificati, confermando il ruolo della certificazione della qualità nei processi produttivi e nelle relazioni tra imprese e fornitori.
Il posizionamento è ancora più rilevante per la ISO 14001, dedicata alla gestione ambientale, con 28.735 certificati e 49.626 siti, e per la ISO 45001, relativa alla salute e sicurezza sul lavoro, con 24.764 certificati e 51.399 siti. In entrambi gli ambiti l’Italia occupa il secondo posto mondiale per numero di certificati.
Questi risultati delineano una specializzazione che va oltre il controllo della qualità: le certificazioni riguardano anche la gestione degli impatti ambientali e dei rischi per i lavoratori. Si tratta di strumenti che consentono alle organizzazioni di strutturare responsabilità, procedure e controlli, pur senza rappresentare, da soli, una misura diretta dei risultati ambientali o della sicurezza effettivamente conseguita.
Dinamiche dei principali Paesi UE
Il confronto con Germania, Francia e Spagna aiuta a interpretare meglio i risultati. In termini assoluti, l’Italia conta circa 1,8 volte i certificati della Germania e oltre il doppio di quelli della Spagna. La Francia, pur avendo il maggior numero di imprese attive tra i quattro Paesi, presenta un numero di certificati sensibilmente inferiore.
Per contestualizzare questi valori, è possibile rapportarli al numero di imprese attive nel 2024, secondo Eurostat. Si ottengono circa 34,6 certificati ogni 1.000 imprese in Italia, 27,6 in Germania, 21,8 in Spagna e 5,0 in Francia.
L’indicatore relativo non rappresenta la percentuale di imprese certificate: un certificato può coprire più siti e, nei casi di certificazione di gruppo, più aziende. Inoltre, la stessa impresa può possedere certificazioni riferite a standard diversi. Il rapporto misura quindi l’intensità delle certificazioni rispetto alla popolazione aziendale, non la quota di imprese uniche certificate.
Il dato conferma che il posizionamento italiano non dipende soltanto dalla dimensione del sistema produttivo: anche rapportando i certificati alla popolazione aziendale, l’Italia presenta il valore più elevato tra i quattro Paesi
Intensità delle certificazioni per norma ISO
Il confronto per singola norma evidenzia ulteriori differenze:
- ISO 9001: l’Italia registra circa 19,9 certificati ogni 1.000 imprese, contro 16,2 in Germania e 11,8 in Spagna
- ISO 14001: il rapporto italiano è pari a 6,2, vicino al 5,9 della Spagna
- ISO 45001: il vantaggio dell’Italia è più marcato, con 5,3 certificati ogni 1.000 imprese, contro 2,4 in Spagna e 1,9 in Germania
Intensità delle certificazioni per settore
Non tutti gli ambiti mostrano però la stessa specializzazione.
La Germania presenta una diffusione relativa particolarmente elevata della ISO 50001 (gestione dell’energia): circa 3,3 certificati ogni 1.000 imprese, contro 0,5 in Italia, così come per la ISO/IEC 27001 (sicurezza delle informazioni).
Il quadro suggerisce quindi una specializzazione italiana particolarmente forte nella qualità, nella gestione ambientale e nella salute e sicurezza sul lavoro, a fronte di profili differenti negli altri Paesi.
Dati comparativi delle certificazioni 2024-2025
Premesso che dal 2025 l’ISO Survey viene compilata direttamente a partire dai dati aggregati e anonimizzati di IAF CertSearch – con una modifica delle modalità di raccolta rispetto alle edizioni precedenti – è possibile confrontare i dati 2024 e 2025. Il confronto evidenzia andamenti differenti tra Paesi e norme tra 2024 e 2025, in termini sia di certificati sia di siti aziendali.
Numero di certificati:
- diminuisce del 3,3% in Italia
- aumenta del 22,5% in Germania
- aumenta del 10,4% in Francia
- aumenta del 2,9% in Spagna.
La diminuzione italiana è influenzata soprattutto dalla ISO 9001, ma non riguarda uniformemente tutti gli standard. Crescono, tra gli altri, la ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni, la ISO 50001 per la gestione dell’energia e la ISO 37001 per la prevenzione della corruzione.
Numero di siti:
- diminuisce del 7,4% in Italia
- diminuisce del 14,0% in Germania
- aumenta del 14,1% in Francia
- diminuisce del 3,6% in Spagna.
La divergenza conferma che certificati e siti descrivono fenomeni distinti e che le loro variazioni non sono necessariamente concordanti. Tuttavia, la lettura congiunta di certificati e siti, integrata con le statistiche sulle imprese, può contribuire a valorizzare ulteriormente queste informazioni per la conoscenza del sistema produttivo italiano.
Conclusioni
L’ISO Survey non è soltanto uno strumento per confrontare le posizioni internazionali: costituisce anche una base informativa per approfondire la diffusione delle pratiche organizzative formalizzate nelle imprese.
L’integrazione dei dati sulle certificazioni con informazioni economiche e strutturali consentirebbe di analizzarne la distribuzione per settore, dimensione aziendale e territorio, mettendola in relazione con caratteristiche quali occupazione, produttività, esportazioni e investimenti. Un simile approccio permetterebbe di distinguere la diffusione delle certificazioni dalle loro eventuali relazioni con i risultati delle organizzazioni, evitando di presumere un rapporto causale sulla sola base dei conteggi.
Messaggi chiave
- 1° in Europa per numero di certificati
- 3° nel mondo per numero di certificati
- 703 certificati validi dei sistemi di gestione
- 5% dei certificati globali
- Specializzazione particolarmente forte: qualità, ambiente e salute e sicurezza sul lavoro