UE-Mercosur: commercio internazionale, tutela dei consumatori e accreditamento
L’accordo non rappresenta solo una riduzione delle barriere tariffarie, ma anche uno step strategico nella gestione delle barriere tecniche agli scambi. Standard, controlli, certificazioni e procedure di valutazione sono strumenti essenziali di garanzia.
L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur rappresenta uno dei passaggi più rilevanti della politica commerciale europea degli ultimi anni. Dopo oltre vent’anni di negoziati, l’intesa tra l’UE e i Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – apre la strada alla creazione di una delle più vaste aree di libero scambio mondiali, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori e una quota significativa del PIL globale.
Barriere tecniche agli scambi (TBT)
Il dibattito pubblico sull’accordo si è concentrato soprattutto sulla riduzione dei dazi e sugli effetti economici attesi per l’industria e l’agricoltura europea. Tuttavia, nei cosiddetti accordi commerciali di nuova generazione (es. Corea del Sud, Giappone, Canada, ecc.) siglati dall’Unione europea, il vero elemento strategico non riguarda più soltanto le tariffe doganali, ormai relativamente basse in molti comparti, ma soprattutto la gestione delle cosiddette barriere tecniche agli scambi (TBT), vale a dire l’insieme di regolamenti, standard, procedure di controllo, certificazioni e requisiti sanitari che disciplinano l’accesso ai mercati. Si tratta di strumenti di tutela del consumatore utilizzati dall’Unione europea per promuovere e tutelare la salute e l’ambiente nel contesto europeo.
Il ruolo dell’Infrastruttura per la Qualità
A livello pratico e operativo, il sistema dell’accreditamento e della valutazione della conformità riveste un ruolo centrale nel funzionamento del meccanismo delle tutele garantite attraverso i TBT. In particolare, per un Paese come l’Italia, fortemente orientato all’export manifatturiero e caratterizzato da produzioni ad alto valore aggiunto, la capacità di garantire qualità, sicurezza, sostenibilità e affidabilità dei prodotti rappresenta un vantaggio competitivo decisivo.
L’accordo UE-Mercosur costituisce dunque non soltanto un’opportunità commerciale, ma anche un banco di prova della capacità europea di coniugare apertura dei mercati e tutela dell’interesse pubblico, in particolare della salute dei consumatori e dell’ambiente.
Le opportunità per il Made in Italy
L’area Mercosur rappresenta per l’Italia un mercato di crescente interesse strategico, pur rappresentando una quota ancora contenuta delle esportazioni complessive.
Brasile e Argentina sono già oggi partner commerciali rilevanti per molte filiere industriali italiane, soprattutto nei settori della meccanica, dell’automazione, della chimica, del farmaceutico, del tessile e dell’agroalimentare.
L’accordo consentirà una progressiva eliminazione della maggior parte dei dazi doganali, che in alcuni comparti raggiungono livelli molto elevati. Per le imprese italiane ciò significa una riduzione significativa dei costi di accesso ai mercati sudamericani e un miglioramento della competitività rispetto ai concorrenti internazionali.
Secondo le valutazioni economiche disponibili del Centro Ricerche Economiche e Sociali Manlio Rossi-Doria dell’Università degli Studi Roma Tre, i principali benefici per il sistema produttivo italiano riguarderanno l’aumento delle esportazioni manifatturiere e il rafforzamento delle catene globali del valore. Attraverso una maggiore certezza regolatoria e la semplificazione delle procedure doganali le PMI italiane avranno maggiori opportunità di penetrazione in quei mercati.
La certificazione accreditata per l’export
Già, come evidenziato dall’Annuario Istat-ICE 2025, è dimostrata una maggiore propensione all’export delle imprese in possesso di un sistema di gestione certificato da un organismo accreditato e una più intensa partecipazione alle catene del valore europee attraverso l’esportazione di beni intermedi ad alto contenuto tecnologico.
Non è un caso che i settori di attività economica nei quali è maggiore la diffusione di certificazioni accreditate siano caratterizzati da un elevato grado di standardizzazione dei processi produttivi (farmaceutica, automotive, fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, fabbricazione di computer e prodotti per l’elettronica).
Particolarmente importante nell’accordo è il tema delle indicazioni geografiche. È prevista infatti la tutela di numerose denominazioni europee, comprese molte eccellenze italiane DOP e IGP, contribuendo a contrastare fenomeni di contraffazione e Italian sounding, che nei mercati extraeuropei generano significative perdite economiche per le imprese italiane.
Nel dibattito pubblico, le barriere tecniche agli scambi vengono spesso descritte esclusivamente come ostacoli al commercio internazionale. In realtà, le misure non tariffarie svolgono una funzione essenziale nelle economie moderne. Regolamenti tecnici, standard di prodotto, requisiti sanitari e fitosanitari, procedure di prova, ispezione e certificazione hanno infatti l’obiettivo di tutelare interessi pubblici fondamentali, innalzando il livello generale delle tutele e, in definitiva, promuovendo uno sviluppo economico e sociale sostenibile.
La vera sfida non consiste dunque nell’eliminare tali misure, bensì nel renderle compatibili, trasparenti e reciprocamente riconoscibili, evitando che si trasformino in strumenti protezionistici: gli accordi commerciali di nuova generazione, come quello UE-Mercosur, si concentrano proprio su questo equilibrio: favorire gli scambi senza ridurre il livello di tutela garantito ai cittadini europei.
L’accreditamento come strumento strategico
Perché un sistema commerciale aperto possa funzionare senza compromettere la tutela dell’interesse pubblico è necessario che gli Stati e gli operatori economici possano fidarsi reciprocamente dei controlli effettuati. È proprio qui che il sistema dell’accreditamento assume una funzione strategica.
L’accreditamento garantisce infatti la competenza, l’imparzialità e l’affidabilità degli organismi che svolgono attività di certificazione, ispezione, prova, taratura, verifica e validazione. Attraverso l’accreditamento è possibile creare quella “fiducia istituzionale” che consente ai risultati delle valutazioni di conformità di essere riconosciuti a livello internazionale.
In tutti gli accordi commerciali preferenziali, compreso quello tra Unione europea e Mercosur, è esplicito il riferimento all’accreditamento e alle infrastrutture internazionali che ne regolano il funzionamento (International Accreditation Forum – IAF e International Laboratory Accreditation Cooperation – ILAC) per garantire, nel caso di valutazione di terza parte, l’uniformità di operare degli organismi e laboratori secondo le norme internazionali.
L’Accordo firmato dall’Unione specifica al capitolo 5.8 “Procedure di valutazione della conformità e accreditamento”:
- Una parte, se richiede una valutazione della conformità da parte di terzi come esplicita assicurazione che un prodotto è conforme a un regolamento tecnico e non ha riservato tale compito a un organismo governativo come precisato al paragrafo 5:
- ricorre preferibilmente all’accreditamento per l’abilitazione degli organismi di valutazione della conformità;
- utilizza al meglio le norme internazionali per l’accreditamento e la valutazione della conformità, nonché gli accordi internazionali cui partecipano gli organismi di accreditamento delle parti, ad esempio mediante i meccanismi dell’ILAC e dell’IAF;
- (…)
L’equilibrio tra competitività e sostenibilità
Per un’economia fortemente manifatturiera ed esportatrice come quella italiana, la possibilità di dimostrare in modo credibile e riconosciuto la conformità dei prodotti agli standard internazionali costituisce un fattore competitivo decisivo.
Uno degli aspetti più delicati dell’accordo UE-Mercosur riguarda il rapporto tra liberalizzazione commerciale e sostenibilità. Le preoccupazioni ambientali e sanitarie sollevate nel dibattito europeo dimostrano come la liberalizzazione commerciale non possa più essere valutata esclusivamente in termini tariffari. La qualità delle regole tecniche, dei controlli e delle infrastrutture di valutazione della conformità diventa parte integrante della sostenibilità economica e sociale degli scambi internazionali.
Conclusioni
L’accordo UE-Mercosur rappresenta una grande opportunità economica per l’Italia, soprattutto per il settore manifatturiero e per le filiere del Made in Italy ad alta qualità. Il successo dell’accordo non dipenderà soltanto dalla riduzione dei dazi, ma soprattutto dalla capacità di costruire un sistema commerciale fondato sulla fiducia reciproca, sulla trasparenza e sulla credibilità delle regole tecniche.
Le misure non tariffarie non devono essere interpretate come semplici ostacoli agli scambi, bensì come strumenti essenziali per garantire la tutela della salute dei consumatori, della sicurezza e dell’ambiente.
In questo equilibrio tra apertura commerciale e interesse pubblico, il sistema dell’accreditamento svolge un ruolo fondamentale. Attraverso la garanzia di competenza, indipendenza e affidabilità degli organismi di valutazione della conformità, rende possibile un commercio internazionale più sicuro, sostenibile ed efficiente.
Messaggi chiave
-
564 milioni di euro di valore di export italiano
verso i paesi Mercosur – di cui 5.795 verso il Brasile -
L’Accordo tra Unione europea e Mercosur
ricorre preferibilmente all’accreditamento per l’abilitazione degli organismi di valutazione della conformità. -
L’accreditamento crea “fiducia istituzionale”
che consente ai risultati delle valutazioni di conformità di essere riconosciuti a livello internazionale.