Sostenibilità

Osservatorio sulla finanza sostenibile: convegno Accredia con Istituzioni e imprese

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Accreditamento del 9 giugno, Accredia ha presentato lo studio realizzato con Prometeia, avviando un dialogo con Istituzioni, sistema finanziario e mercato sull’importanza dei dati ESG per la finanza sostenibile.

La transizione verso modelli economici sostenibili richiede il rafforzamento delle infrastrutture di fiducia a supporto dei mercati finanziari. Con la crescente rilevanza dei fattori ESG, banche, investitori e stakeholder chiedono informazioni verificabili e sistemi di valutazione credibili, capaci di ridurre le asimmetrie informative.

È stato questo il tema al centro del Convegno “Performance finanziarie e Sostenibilità. Il valore della certificazione accreditata per la competitività delle imprese”, dedicato alla presentazione del nuovo studio dell’Osservatorio Accredia “Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile”.

La sostenibilità come leva strategica

Ad aprire i lavori è stato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in un video messaggio, che ha sottolineato la rilevanza del momento in cui lo studio viene presentato: “La finanza sostenibile non è più un tema di prospettiva, ma una leva concreta della transizione economica e ambientale che stiamo vivendo. La sostenibilità è oggi strategica per la competitività del nostro sistema. Richiede trasparenza, affidabilità, informazione di qualità ma anche investimenti, innovazione e strumenti adeguati di valutazione”.

In questa logica, ha osservato il Ministro, il ruolo dell’accreditamento e delle certificazioni assume un valore centrale per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita sostenibile e per rafforzare la fiducia del mercato e degli investitori, “con l’obiettivo di indirizzare i finanziamenti privati verso attività ad alto valore ambientale”.

Il Presidente di Accredia Massimo De Felice ha evidenziato che il numero dei soggetti accreditati cresce costantemente e ha portato, a fine 2025, a quota 2.669 accreditamenti: “Gli ambiti più strettamente connessi alla sostenibilità si confermano tra i più dinamici nella statistica dell’accreditamento. La crescita registrata negli ultimi anni riflette la maggiore diffusione di strumenti di certificazione, verifica e validazione a sostegno degli obiettivi di sostenibilità delle organizzazioni”.

In un simile contesto, risalta l’importanza delle Banche Dati di Accredia: “Il contributo alla conoscenza sempre più dettagliata del fenomeno accreditamento-certificazione può contribuire a migliorare le azioni di politica e a valorizzare il ruolo di Accredia nell’interlocuzione istituzionale”.

La certificazione accreditata fa crescere le imprese

Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia ha presentato i risultati dello studio che dimostra l’interesse strategico per i dati da parte di tutto il sistema: Istituzioni, imprese, finanza, banche. “Poter contare su informazioni certe, non per le informazioni in sé ma per il percorso che traccia e sostiene quelle informazioni, è la benzina che fa in modo che il nostro sistema economico possa avere una rotta certa per orientarsi”, ha spiegato Lanza.

L’analisi documenta, innanzitutto, la crescita del sistema delle certificazioni sotto accreditamento: le imprese italiane certificate per i sistemi di gestione e per alcune categorie di prodotti e servizi sono passate da circa 75.000 nel 2012 a oltre 100.000 nel 2025. A questa evoluzione si associano risultati economici significativi. Le aziende certificate presentano, infatti, ricavi netti mediani di 3,6 milioni di euro contro i 200 mila euro delle non certificate, con livelli di redditività ed efficienza sistematicamente superiori.

L’analisi econometrica evidenzia, inoltre, un effetto causale positivo delle certificazioni sulla crescita per le organizzazioni: l’adozione di un sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001 determina, ad esempio, un incremento del fatturato del 4,3% già nel primo anno, che raggiunge l’11,4% dopo due anni.

La certezza del dato al centro del dialogo tra banche e imprese

A confrontarsi sui risultati dello studio, nella tavola rotonda moderata dal giornalista del Corriere della Sera Andrea Ducci, le voci del sistema finanziario, delle imprese e degli organismi di valutazione della conformità.

Per Angelo Peppetti, Responsabile Ufficio Credito di ABI, “la qualità delle informazioni è essenziale per assicurare una corretta valutazione del rischio, anche perché consente di verificare con correttezza quale sia il grado di resilienza delle imprese e, quindi, la loro capacità di sostenere le obbligazioni sottoscritte contrattualmente nel lungo termine”. La certificazione, su questo tema, gioca un ruolo molto rilevante, non tanto per una funzione di controllo “quanto come ruolo strategico di crescita e di competitività, perché di fatto rafforza la relazione tra banca e cliente, riduce le asimmetrie informative e allo stesso tempo accresce l’affidabilità delle informazioni”.

La sostenibilità, che in questi ultimi tempi sembra essere diventata ostaggio di altre priorità, non è in realtà uscita dal dibattito. Come ha osservato Angela Cipollone, Responsabile per le Valutazioni di Sostenibilità di CDP: “È diventata meno retorica e molto più esigente. Resta importante nella misura in cui è chiaro cosa significhi veramente e quali benefici misurabili, trasparenti e certificabili possa effettivamente generare per la competitività e per i territori. Standard e certificazioni, e ancora di più l’accreditamento, diventano importanti perché riescono a trasformare un’informazione d’impresa utile in un’informazione utile per i capitali e leggibile per i mercati finanziari”.

Le imprese italiane, ha ricordato Alessandra Greco, Senior Adviser Credito, Pagamenti e Finanza Sostenibile di Confindustria, sono da tempo impegnate nella transizione verso la sostenibilità per competere, innovare, accedere ai mercati e attrarre investimenti. Il sistema, però, viaggia a diverse velocità. Perché la transizione si traduca in un reale vantaggio competitivo servono gradualità, proporzionalità e informazioni ESG standardizzate, credibili, comparabili e verificabili da comunicare a banche e operatori finanziari. È sulla qualità dei dati che “la certificazione accreditata può svolgere un ruolo fondamentale, consentendo alle imprese di attestare che processi, sistemi di gestione e prestazioni aziendali rispettino standard definiti e verificabili”.

La certificazione dei sistemi poggia, dunque, sulla fiducia e su ciò che rappresenta. Oggi la fiducia è che il dato, oltre a essere certo, sia autorevole. Ovvero, come ha spiegato il Vice Presidente di Assotic Angelo Trapanà, “con degli elementi di misurabilità che esprimono un giudizio di conformità rispetto a degli standard nazionali o internazionali disciplinati dalla normazione”. È in questo quadro che “il mondo imprenditoriale chiede quali siano i vantaggi reali del processo di valutazione della conformità”.

Tra i principali benefici della certificazione accreditata, ci sono sicuramente l’accesso ai mercati, le metodologie nella gestione del rischio e i vantaggi finanziari, come, ad esempio, le premialità. La certificazione, in definitiva, trasforma la conformità in valore riconoscibile sul mercato.

Video Highlights e Interviste

Guarda

Pubblicazione

Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile

Lo studio presentato da Accredia offre un’analisi del ruolo della certificazione accreditata per la competitività, come strumento a supporto della qualità, verificabilità e comparabilità dei dati ESG, con effetti positivi sulle performance delle imprese.

Resta sempre aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter

Your subscription cannot be validated.
Your subscription has been successful.